I cambiamenti climatici esistono, ma non esiste una reale soluzione.

Il problema ambientale si conosce da 40 anni, ma è la soluzione che ancora non c'è, applicare quella proposta da Greta è in gran parte inattuabile, nessuno di noi è disposto a tornare a uno stile di vita di 60 anni fa. Non sarebbe nemmeno possibile farlo ed è uno dei circoli viziosi introdotti da quando l'uomo passò da nomade dedito alla caccia e raccolta, all'agricoltura.

L'agricoltura ha aumentato la popolazione, e se pur questo stile di vita all'inizio era più duro e meno sano, non è stato più possibile tornare indietro. L’aumento della popolazione non era più sostenibile con lo stile di vita precedente, prima dell’agricoltura eravamo meno di 300.000 individui sparsi su tutto il pianeta, con l’avvento dell’agricoltura nel 10.000 a.c. eravamo più di 1.000.000 e destinati a crescere sempre di più.

Se la crescita rimase lenta nella prima fase della storia umana, dopo la prima rivoluzione agricola e la rivoluzione industriale siamo cresciuti esponenzialmente, e con l’avvento dell’industria chimica che permise di utilizzare l’azoto atmosferico per creare fertilizzanti, la popolazione mondiale crebbe velocemente, oggi siamo più di 7 miliardi. Contro circa 600.000.000 esseri umani che popolavano il pianeta in era preindustriale.

È chiaro che non è possibile tornare alla società preindustriale, non sarebbe possibile sostenere l’attuale popolazione mondiale, non l’attuale stile di vita, ma sfamare quei 7 miliardi di esseri umani che dipendono dall’industria chimica, dalle coltivazioni intensive e da tutto l’apparato industriale dell’era moderna. Come i primi agricoltori, siamo impossibilitati nel tornare allo stile di vita precedente. Per quanto siano romantiche le coltivazioni biologiche, gli orti sinergici, nella realtà dei fatti non produrrebbero cibo sufficiente a sfamare tutti.

Non esiste oggi una soluzione, i combustibili fossili sono importantissimi per sostenere l’attuale produzione alimentare, non possiamo abbandonarli. Le plastiche sono un enorme problema ambientale, ma non sono attualmente sostituibili, soprattutto nel settore alimentare, dove permettono di proteggere e allungare la data di scadenza degli alimenti. In alcuni casi la sostituzione delle stesse non solo avrebbe enormi costi, ma si rileverebbe più dannosa per l’ambiente, la plastica non solo è facile da produrre ed è economica, ma pure resistente e leggera. Sostituire le attuali bottiglie di plastica con il vetro avrebbe costi maggiori in termini ambientali, in termini di costi energetici di produzione e trasporto, quest’ultimo dovuto all’aumentato peso. La borraccia in alluminio è tanto romantica, ma non risolve nulla. La plastica non è nemmeno eliminabile nel mono uso nel settore sanitario. Il mono uso ha ridotto il numero di infezioni e i costi sia economici che ambientali della sterilizzazione.
Attualmente non esiste una soluzione reale al problema, servono nuove tecnologie e sicuramente un cambio delle abitudini per eliminare gli sprechi inutili. Si è di fronte a un circolo vizioso non possiamo tornare indietro, né andare avanti, serve una nuova rivoluzione in ottica green, una riprogettazione dei prodotti e degli imballaggi, serve una nuova tecnologia che permetta un’economia circolare puntando a eliminare i rifiuti e gli sprechi. Servono nuove tecnologie agricole anche attraverso gli odiati OGM, per avere coltivazioni che richiedano meno fertilizzanti e meno acqua, pur mantenendo invariata la produzione di cibo attuale. In realtà oggi nel 2019 non è stata ancora risolta la fame nel mondo, quindi servirebbe pure produrre più cibo, la sola eliminazione degli sprechi non basta.

I cambiamenti climatici sono causati dall’uomo, negarlo non è di aiuto a nessuno. Non fare nulla un suicidio, ma la prima fase è trovare una soluzione applicabile e attualmente non esiste. 

Però malgrado questo ognuno di noi può fare molto, riducendo gli sprechi e riciclando, non sarà sufficiente, vero, ma è già uin primo passo. 

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